Programma
QUATTRO RICHIESTE DI BPER FUTURA PER LA GOVERNANCE DELLA BANCA


1.    Severi limiti degli affidamenti agli amministratori per preservarne l’indipendenza.
       Il dovere della trasparenza.
2.    Compensi degli amministratori rapportati ai risultati. Equità rispetto agli stipendi
       dei Dipendenti.
3.    Regole chiare anti nepotismo per garantire l’autonomia degli amministratori no a clientele
        e intrecci di interesse.
4.    Temporaneità delle cariche di amministratori e sindaci. La carica come servizio.



SPUNTI PROGRAMMATICI PER LO SVILUPPO DELLA BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA

PROGRAMMA
A - Cambio di rotta nella strategia: riassetto territoriale e abbandono del sistema federale
e consortile

Attirare gli investitori e garantire una gestione autonoma della Banca.
Per divenire credibili sul mercato e acquisire appeal, occorre necessariamente modernizzare la governante che oggi è una delle più antiquate, parendo costruita più in funzione di protezione e conservazione dell'attuale vertice, che delle esigenze del mercato.
Basti pensare alla adozione, lo scorso anno, del regolamento per l'ammissione a Socio, che introduce la condizione della residenza nelle zone di operatività della Banca.
Questa norma è totalmente estranea al mondo dei capitali di rischio e avrà come unico risultato, in una futura auspicabile fase di ripresa dei corsi azionari, quello di allontanare gli investitori istituzionali, rendendo la circolazione del titolo ancor più provinciale e riducendo l'interesse della comunità finanziaria, con le ovvie negative conseguenze sulle dinamiche di crescita del valore dell'azione.
Le proposte di modifica che ci sembrano imprescindibili e che ci impegneremo a far approvare sono:

1.- Adozione di regole comportamentali volte ad assicurare l'autonomia di giudizio dei singoli Consiglieri di Amministrazione.
È indispensabile prevedere statutariamente il divieto per i membri del C.d.A. di assumere, direttamente o indirettamente, incarichi professionali oltre che nella Banca, anche in istituti controllati o significativamente partecipati.
L'ottenimento di questi incarichi riduce ovviamente l'autonomia decisionale e condiziona la libertà di pensiero e di espressione del Consigliere.

2.- Limitazione temporale degli incarichi dei membri del Collegio Sindacale (limite di mandato) e limitazione del cumulo di cariche ricoperte dai singoli amministratori.
Tutti comprendono che la permanenza per un tempo prolungato in un ruolo di controllo può pregiudicare l'imparzialità e la serenità di giudizio. Occorre quindi porre un limite temporale alla rieleggibilità a sindaco dello stesso professionista di due mandati.
Inoltre, occorre altresì porre un limite statutario al numero di incarichi che un Consigliere di Amministrazione può riscoprire in società del Gruppo per evitare che un eccesso di concentrazione renda inefficace la sua capacità di intervento e di controllo.

3.- Consiglio di sorveglianza e Consiglio di Gestione.
Un gruppo dimensionale rilevante come BPER deve adottare un sistema di amministrazione duale, utilizzato da tutti i principali istituti bancari italiani, anche appartenenti al mondo delle banche popolari.
È impensabile che la strategia di sviluppo, la sua attuazione ed il relativo controllo riportino allo stesso organo, il Consiglio di Amministrazione e particolarmente all'Amministratore Delegato.
Le strutture complesse impongono che i due momenti di definizione di strategia e controllo da un lato e attuazione dall'altro, riportino ad organi diversi per evitare che eventuali errori nella stesura o nell'esecuzione della strategia non vengano rilevati.

4.- Assemblee separate per i Dipendenti e gli investitori istituzionali.
La Banca si compone di tre soggetti egualmente importanti. I Dipendenti, i Soci fidelizzati e i Soci di capitale o istituzionali. Queste tre categorie devono poter esprimere propri rappresentanti all'interno del C.d.A. a tutela dei propri diritti e senza timore di strumentalizzazioni.


 B – Governance più trasparente e aperta al mercato, senza conflitti
Attirare gli investitori e garantire una gestione autonoma della Banca Disciplinare gli affidamenti (debiti) degli amministratori verso la Banca.
Attirare gli investitori e garantire una gestione autonoma della Banca.
Per divenire credibili sul mercato e acquisire appeal, occorre necessariamente modernizzare la governante che oggi è una delle più antiquate, parendo costruita più in funzione di protezione e conservazione dell'attuale vertice, che delle esigenze del mercato.
Basti pensare alla adozione, lo scorso anno, del regolamento per l'ammissione a Socio, che introduce la condizione della residenza nelle zone di operatività della Banca.
Questa norma è totalmente estranea al mondo dei capitali di rischio e avrà come unico risultato, in una futura auspicabile fase di ripresa dei corsi azionari, quello di allontanare gli investitori istituzionali, rendendo la circolazione del titolo ancor più provinciale e riducendo l'interesse della comunità finanziaria, con le ovvie negative conseguenze sulle dinamiche di crescita del valore dell'azione.
Le proposte di modifica che ci sembrano imprescindibili e che ci impegneremo a far approvare sono:

1.- Adozione di regole comportamentali volte ad assicurare l'autonomia di giudizio dei singoli Consiglieri di Amministrazione.
È indispensabile prevedere statutariamente il divieto per i membri del C.d.A. di assumere, direttamente o indirettamente, incarichi professionali oltre che nella Banca, anche in istituti controllati o significativamente partecipati.
L'ottenimento di questi incarichi riduce ovviamente l'autonomia decisionale e condiziona la libertà di pensiero e di espressione del Consigliere.

2.- Limitazione temporale degli incarichi dei membri del Collegio Sindacale (limite di mandato) e limitazione del cumulo di cariche ricoperte dai singoli amministratori.
Tutti comprendono che la permanenza per un tempo prolungato in un ruolo di controllo può pregiudicare l'imparzialità e la serenità di giudizio. Occorre quindi porre un limite temporale alla rieleggibilità a sindaco dello stesso professionista di due mandati.
Inoltre, occorre altresì porre un limite statutario al numero di incarichi che un Consigliere di Amministrazione può riscoprire in società del Gruppo per evitare che un eccesso di concentrazione renda inefficace la sua capacità di intervento e di controllo.

3.- Consiglio di sorveglianza e Consiglio di Gestione.
Un gruppo dimensionale rilevante come BPER deve adottare un sistema di amministrazione duale, utilizzato da tutti i principali istituti bancari italiani, anche appartenenti al mondo delle banche popolari.
È impensabile che la strategia di sviluppo, la sua attuazione ed il relativo controllo riportino allo stesso organo, il Consiglio di Amministrazione e particolarmente all'Amministratore Delegato.
Le strutture complesse impongono che i due momenti di definizione di strategia e controllo da un lato e attuazione dall'altro, riportino ad organi diversi per evitare che eventuali errori nella stesura o nell'esecuzione della strategia non vengano rilevati.

4.- Assemblee separate per i Dipendenti e gli investitori istituzionali.
La Banca si compone di tre soggetti egualmente importanti. I Dipendenti, i Soci fidelizzati e i Soci di capitale o istituzionali. Queste tre categorie devono poter esprimere propri rappresentanti all'interno del C.d.A. a tutela dei propri diritti e senza timore di strumentalizzazioni.
 
DIPENDENTI
I Dipendenti, nell'idea di banca che la nostra Associazione persegue, non dovrebbero votare per la nomina del C.d.A. per evitare di essere strumentalizzati dalla dirigenza, cioè da chi di fatto gestisce le loro carriere. Per contro, quali soggetti fondamentali dell'impresa, avrebbero il diritto di voto in un'assemblea separata per la nomina di un membro di loro fiducia nel C.d.A. che vigili e difenda i loro diritti.
SOCI DI CAPITALE
Anche i Soci di capitale, investitori istituzionali, che da soli o congiuntamente detengono più del 5% del capitale sociale devono poter essere rappresentati nel c.d.a. con una quota di riserva. Una presenza inderogabile per esprimere il punto di vista del capitale, fondamentale per la riuscita dell'impresa e per la stabilità e la crescita del valore del titolo.

SOCI FIDELIZZATI
Tutti gli altri Soci, nel rispetto del principio cooperativistico "una testa un voto", dovrebbero eleggere la maggioranza del c.d.a. liberi da qualsiasi condizionamento operato dalla struttura.
E' assai singolare che queste idee, già anticipate dalla nostra Associazione nella scorsa Assemblea dell'8 marzo 2008, siano state approvate di recente all'unanimità dall'Associazione Nazionale delle Banca Popolari con il voto favorevole anche degli esponenti della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Viceversa, a Modena, gli stessi si oppongono tenacemente alle aperture che lo stesso mondo delle Popolari considera ormai ineludibili, tanto che la stessa Banca Popolare di Milano ha adottato uno Statuto che sostanzialmente ricalca le nostre proposte.

5.-  Abrogazione del Regolamento per l'ammissione a Socio nelle parti in cui introduce il requisito della residenza e della continuativa operatività.
E' evidente che si tratta di regole non in linea con il mercato dei capitali di rischio, volte a limitare l'ingresso di soci nella compagine sociale ed in particolare di Soci istituzionali. I Fondi di investimento e le Fondazioni, ad esempio, saranno disincentivate dall'avvicinarsi al nostro Istituto, non potendo partecipare alla vita associativa.
In pratica il regolamento privilegia il mantenimento della "casta" a scapito dell'interezza dei Soci: un vero e proprio boomerang.

DISCIPLINARE GLI AFFIDAMENTI (DEBITI) DEGLI AMMINISTRATORI VERSO LA BANCA.
Questo tema riveste, per noi, la massima importanza. Ci sembra assolutamente evidente che qualsiasi Amministratore fortemente affidato dalla Banca divenga di fatto dipendente dal gruppo di comando, perdendo quell'autonomia e quella terzietà necessari ad esercitare in trasparenza e nel solo interesse dei Soci e della Società il proprio mandato.
La attuale situazione del Gruppo Banca Popolare dell'Emilia Romagna impone una seria riflessione per l'importanza che il fenomeno ha assunto.
 
Nella relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2008 della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, nel Bilancio consolidato al 30 giugno 2008 (Note esplicative, v. pag. 164) è scritto che gli impieghi degli Amministratori, Sindaci e Dirigenti e delle Società/Soggetti agli stessi riconducibili (cioè i loro debiti verso la Banca) ammontano complessivamente ad Euro 607.836.000, oltre a garanzie rilasciate nel loro interesse per euro 77.919.000!!
Un importo di assoluto rilievo; essendo difficile ipotizzare che tutti i Consiglieri siano indebitati (ad esempio, per stare alla sola Capogruppo, il Presidente Prof. Marani è un affermato notaio, categoria notoriamente senza debiti, e così pure l'Avvocato Chiossi è un noto legale, il dr. Leoni ha compensi assai rilevanti - euro 1.668.000 nel 2007, che escludono necessità di ricorso al credito e alcuni altri Consiglieri sono finanziariamente a prova di dubbio) appare essenziale sapere in capo a chi il debito si concentra.
Il rischio in premessa evidenziato ci pare risulti assai consistente e tale da comportare l'adozione di regole statutarie precise che evitino il perdurare e, a maggior ragione, l'ampliarsi del fenomeno.
La nota proposta è pertanto di introdurre una norma statutaria che limiti la possibilità di erogazione del credito agli Amministratori e ai Sindaci per importi superiori al doppio dell'ammontare delle azioni di proprietà valorizzate per ciascuno al prezzo di carico.
E altresì che compaia la indicazione nominativa dei singoli Amministratori e Sindaci affidati nella nota integrativa del bilancio, con indicazione per ciascuno dei debiti accesi verso la Banca. Forse così calerebbe in molti il "desiderio" di partecipare all'Organo amministrativo!!


C - I Dipendenti: la principale risorsa della Banca. Un sistema premiale che valorizzi la professionalità e rimetta al centro il merito. L'informatizzazione: un nervo scoperto.

DIPENDENTI
I Dipendenti, nell'idea di banca che la nostra Associazione persegue, non dovrebbero votare per la nomina del C.d.A. per evitare di essere strumentalizzati dalla dirigenza, cioè da chi di fatto gestisce le loro carriere. Per contro, quali soggetti fondamentali dell'impresa, avrebbero il diritto di voto in un'assemblea separata per la nomina di un membro di loro fiducia nel C.d.A. che vigili e difenda i loro diritti.

SOCI DI CAPITALE
Anche i Soci di capitale, investitori istituzionali, che da soli o congiuntamente detengono più del 5% del capitale sociale devono poter essere rappresentati nel c.d.a. con una quota di riserva. Una presenza inderogabile per esprimere il punto di vista del capitale, fondamentale per la riuscita dell'impresa e per la stabilità e la crescita del valore del titolo.

SOCI FIDELIZZATI
Tutti gli altri Soci, nel rispetto del principio cooperativistico "una testa un voto", dovrebbero eleggere la maggioranza del c.d.a. liberi da qualsiasi condizionamento operato dalla struttura.
E' assai singolare che queste idee, già anticipate dalla nostra Associazione nella scorsa Assemblea dell'8 marzo 2008, siano state approvate di recente all'unanimità dall'Associazione Nazionale delle Banca Popolari con il voto favorevole anche degli esponenti della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Viceversa, a Modena, gli stessi si oppongono tenacemente alle aperture che lo stesso mondo delle Popolari considera ormai ineludibili, tanto che la stessa Banca Popolare di Milano ha adottato uno Statuto che sostanzialmente ricalca le nostre proposte.

5.-  Abrogazione del Regolamento per l'ammissione a Socio nelle parti in cui introduce il requisito della residenza e della continuativa operatività.
E' evidente che si tratta di regole non in linea con il mercato dei capitali di rischio, volte a limitare l'ingresso di soci nella compagine sociale ed in particolare di Soci istituzionali. I Fondi di investimento e le Fondazioni, ad esempio, saranno disincentivate dall'avvicinarsi al nostro Istituto, non potendo partecipare alla vita associativa.
In pratica il regolamento privilegia il mantenimento della "casta" a scapito dell'interezza dei Soci: un vero e proprio boomerang.

DISCIPLINARE GLI AFFIDAMENTI (DEBITI) DEGLI AMMINISTRATORI VERSO LA BANCA.
Questo tema riveste, per noi, la massima importanza. Ci sembra assolutamente evidente che qualsiasi Amministratore fortemente affidato dalla Banca divenga di fatto dipendente dal gruppo di comando, perdendo quell'autonomia e quella terzietà necessari ad esercitare in trasparenza e nel solo interesse dei Soci e della Società il proprio mandato.
La attuale situazione del Gruppo Banca Popolare dell'Emilia Romagna impone una seria riflessione per l'importanza che il fenomeno ha assunto.
 
Nella relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2008 della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, nel Bilancio consolidato al 30 giugno 2008 (Note esplicative, v. pag. 164) è scritto che gli impieghi degli Amministratori, Sindaci e Dirigenti e delle Società/Soggetti agli stessi riconducibili (cioè i loro debiti verso la Banca) ammontano complessivamente ad Euro 607.836.000, oltre a garanzie rilasciate nel loro interesse per euro 77.919.000!!
Un importo di assoluto rilievo; essendo difficile ipotizzare che tutti i Consiglieri siano indebitati (ad esempio, per stare alla sola Capogruppo, il Presidente Prof. Marani è un affermato notaio, categoria notoriamente senza debiti, e così pure l'Avvocato Chiossi è un noto legale, il dr. Leoni ha compensi assai rilevanti - euro 1.668.000 nel 2007, che escludono necessità di ricorso al credito e alcuni altri Consiglieri sono finanziariamente a prova di dubbio) appare essenziale sapere in capo a chi il debito si concentra.
Il rischio in premessa evidenziato ci pare risulti assai consistente e tale da comportare l'adozione di regole statutarie precise che evitino il perdurare e, a maggior ragione, l'ampliarsi del fenomeno.
La nota proposta è pertanto di introdurre una norma statutaria che limiti la possibilità di erogazione del credito agli Amministratori e ai Sindaci per importi superiori al doppio dell'ammontare delle azioni di proprietà valorizzate per ciascuno al prezzo di carico.
E altresì che compaia la indicazione nominativa dei singoli Amministratori e Sindaci affidati nella nota integrativa del bilancio, con indicazione per ciascuno dei debiti accesi verso la Banca. Forse così calerebbe in molti il "desiderio" di partecipare all'Organo amministrativo!!
Quello che l'Associazione BPER FUTURA, auspica di realizzare per i dipendenti è anzitutto di dare il giusto peso al vero valore della Banca, che non si manifesta nella mera capitalizzazione dell'Istituto di Credito, ma si palesa nel rapporto Banca-Clienti.
Tra i primi obiettivi che l'Associazione BPER FUTURA si propone di perseguire vi è quello di agevolare il lavoro dei dipendenti che, grazie al loro contributo quotidiano, hanno reso la Banca Popolare dell'Emilia Romagna il decimo gruppo bancario italiano.
Vogliamo offrire ai dipendenti percorsi di carriera meritocratici, concordati fin dal momento dell'assunzione, al fine di dare ad ogni neo assunto una visione chiara e veritiera degli obiettivi da raggiungere e delle possibilità ad essi connesse.
Vogliamo promuovere una politica meritocratica, legata alle reali capacità professionali ed al raggiungimento degli obiettivi prefissati, posto che anzianità e grado non possono essere l'unico metro di giudizio.
Vogliamo prestare maggiore attenzione nel trasferimento del personale lontano dagli affetti familiari, evitando trasferimenti arbitrari e non supportati da adeguati compensi economici o avanzamenti di carriera.
Vogliamo migliorare la qualità del lavoro, sostituendo le dotazioni informatiche oggi presenti ed oramai obsolete, poiché provenienti da stratificazioni di programmi nati nei primi anni ottanta, promuovendo un adeguamento del centro elaborazione dati già composto da personale altamente qualificato, ma dotato di strumenti insufficienti che non permettono loro di lavorare adeguatamente.
Inoltre, ove risultasse opportuno, vogliamo poter valutare la possibilità di esternalizzare alcune parti informatiche per migliorare l'efficienza dell'intera struttura.
Condicio sine qua non per promuovere lo sviluppo dell'Istituto Bancario cui apparteniamo è allestire fin da subito la centralizzazione dei diversi data base presenti in BPER.
Per promuovere il nostro progetto di modernizzazione e di crescita abbiamo bisogno del Tuo sostegno: aiutaci ad aiutarti!